Page 54 - Diana
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colorato mercato notiamo sguardi e atteggiamenti
         a noi ostili ma, Gigi, questo è abbastanza comune
         anche oggi: se sei cristiano, ti guardano male. Mai
         avremmo pensato un casino simile!
            Le voci del mercato, la calca, i colori mi affasci-
         nano. Arriviamo alla bancarella che vende t-shirt.
         Mamma si ferma e invita Hatu, che tiene in braccio
         Dalya, a fermarsi. Mamma prende da un bancone
         una t-shirt e me la pone davanti. È troppo gran-
         de e a me il colore non piace. Ne trova un’altra e
         un’altra ancora. Non siamo soddisfatte! Le tipiche
         chiacchiere degli acquisti, ero molto piccola, ma
         quello che è successo dopo mi ha fotografato nel
         cuore ogni secondo degli ultimi tragici istanti…”.
            La ragazza si fa triste. Scolo il bicchiere d’ac-
         qua ghiacciata nei cinquanta gradi della Piana di
         Ninive. Lei sta zitta. Suor Carolina, dolcemente,
         la invita a continuare e la giovane apre la bocca e
         sputa parole di fuoco, parole acide, che corrodono
         e bruciano i timpani… e la morte arriva, silenziosa,
         vestita di nero.
            “Lui è un ragazzo giovane, di media statura,
         tutto vestito di nero: pantaloni, maglietta e co-
         pricapo musulmano lungo che, accuratamente,
         copre il volto facendo vedere solo gli occhi. Lo

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