Page 52 - Diana
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seicento dollari al mese. In casa sono in dodici, con
il padre cieco di 86 anni e la mamma di 79. Diana e
Dalya hanno capelli lisci bellissimi, fanno invidia a
tante ragazze italiane. Lei, la mia eroina, è vestita
in modo semplice, un rosario di legno al collo e una
sottile catenina con la medaglia miracolosa. È una
ragazza carina ma dal volto triste e lo sguardo che
si perde lontano. Il sole sta tramontando e nella
modesta casa c’è tranquillità.
Saluto tutti. Non sono molto convinti che io
sia un prete. Chiedo di dormire da loro la prossima
volta in Iraq e mi dicono subito di sì… Mi sento a
mio agio.
Guardo Diana e, dopo quattro battute sceme
sul caldo, come sta e cavoli vari, le dico:
“Diana, suor Carolina mi ha raccontato qualco-
sa di te. Vorrei scrivere quello che tu hai vissuto
ma tu, per favore, dammi una mano, parlami con
il cuore, dimmi tutto: odio, amore, disagio, paura
e silenzio, ma dimmelo! Ok? Non sono un gior-
nalista. Le quattro righe che scrivo sono solo il
tentativo di dire ai miei ragazzi in Italia che si può
essere giovani, che si può esser donne coraggiose
come te. Te la senti?”.
Lei mi guarda. Il suo sguardo è triste. Mi inter-
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