Page 49 - Diana
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DIANA E LA FOLLIA OMICIDA
DI MOSUL
Il generatore questa sera non è saltato e nella
bettola in cui scrivo perché c’è wifi devo compe-
rare almeno il fumo del narghilè e, allora, ne or-
dino uno al limone. Attorno a me uomini grassi
che fumano a tutto spiano rendono l’ambiente, già
scuro, ancora più tetro con il fumo. Domani ultima
tappa di questo viaggio tra i disperati della Piana
di Ninive a Mosul.
Certo, come vigilia, potevo scegliere di incon-
trarmi con una storia più felice di quella di Diana,
la meravigliosa ragazza di diciotto anni dai raccon-
ti di morte proprio a Mosul. Ora Mosul è liberata e
non è la Mosul del 2017 quando vi entrai durante
la guerra, ma né preti né suore vogliono sapere
di venire in un luogo dove l’islamismo è di casa.
Diana me lo mostrerà ISIS o NON ISIS presente.
Come mai la memoria va a padre Paolo dall’O-
glio la sera prima di entrare a Raqqa in Siria.
Raqqa era il luogo dove abitava Al Baghdadi, il fol-
le sceicco che a Mosul il 29 giugno 2014 proclamò
lo Stato islamico dando origine alla follia di ISIS?
Mosul non è sicura e ci torno con Ivan, con
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