Page 32 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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nere in anestesia mia Madre. Un perfetto intervento
riesce solo quando tra chirurgo e anestesista esiste una
sorta di simbiosi e tale simbiosi è assicurata con due
primari del calibro di Lorini e Ferrazzi. Mamma si ad-
dormenta serena tenendo la sua mano nelle mie. Da
questo momento trascorre circa mezz’ora nella quale
Luca organizza l’anestesia: si deve intubare, attivare il
monitor che misura pressione e battito cardiaco, si deve
praticare la respirazione artificiale. Nel frattempo arri-
vano i flaconi di sangue che saranno utilizzati; l’infer-
miera con molta professionalità mostra al Primario
ogni singola confezione: devono verificare numero, sca-
denza e gruppo sanguigno.
Mentre assisto a queste fasi preparatorie mi accorgo
che la sala operatoria è molto affollata e assomiglia a un
industrioso alveare dove ogni persona deve compiere
senza alcun errore il proprio compito. La caposala Cri-
stina Piffari controlla con scrupolo ogni cosa, incoraggia
e corregge eventuali imperfezioni del lavoro.
La squadra di anestesia utilizza una sofisticata stru-
mentazione tecnica attraverso la quale Luca mi mostra
le prime immagini del cuore di Mamma Santina e dei
difetti che la coronarografia eseguita dal Prof. Valsecchi
aveva scoperto. È incredibile vedere in vent’anni come
si sia evoluta la scienza chirurgica e anestetica, la tera-
pia del dolore e la cura della terapia intensiva: le imma-
gini sono spettacolari e provocano in me quell’iniziale
stupore che crescerà a dismisura durante il difficile ma
ottimo intervento eseguito da quei validi professionisti!
Vi è poi una squadra di tecnici qualificati che sta
preparando un altro strumento indispensabile per il
momento in cui l’intervento richiederà la circolazione
extra-corporea del sangue di Mamma: durante quel lun-
32 I - CARA MAMMA

