Page 28 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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che aveva battuto per me, il cuore che mi aveva alimen-
tato quando da piccolo embrione abitavo in Lei: quel
cuore che aveva pianto, riso e si era preoccupato per me,
quel cuore che tanto mi aspetta e desidera al mio arrivo
da Roma dalla piccola finestra della nostra casa in Città
Alta; quel cuore in cui ritrovavo tutto me stesso, la mia
vita, la mia esistenza... Vedere il cuore di mia Madre,
ammirare quel capolavoro, vedere quanto Dio è grande
nella sua creazione. Stupore, meraviglia, silenzio erano
gli ingredienti da mettere nel mio cuore e nel mio cer-
vello per seguire e capire quanto avveniva. La strada per
giungere a contemplare il suo cuore era quella della sof-
ferenza, avrei visto il cuore della mia vecchia Mamma ot-
tantenne perché era ammalato e necessitava di una cura
medica e chirurgica. Che strano, per rivelare il proprio
cuore si deve sempre seguire la strada della sofferenza:
anche Gesù sulla croce ci ha mostrato il suo cuore nella
sofferenza, un cuore squarciato per amore! Da solo non
ce l’avrei mai fatta! Occorreva qualcuno che avesse sor-
prendenti qualità per permettere tutto questo; persone
di grande professionalità e competenza, di grande capa-
cità tecnica, ma animate in questa loro eccellente bravu-
ra da un cuore pieno di generosità e amore: solo altri
cuori potevano mostrare a me il cuore della mia Mamma,
il cuore della mia vita! Paolo e Luca, il Prof. Ferrazzi e
il Prof. Lorini, hanno compiuto questo miracolo!
Un prete in sala operatoria?
Non si può vedere il cuore della propria madre,
come si vede qualsiasi altra realtà. Ammirare questo
mistero che è il cuore materno è stato un dono prepa-
28 I - CARA MAMMA

