Page 30 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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to così in atteggiamento di meraviglia per la loro abi-
lità e professionalità legate a una sorprendente disin-
voltura e precisione. Dopo una chiara spiegazione sul
tipo d’intervento della Dott.ssa Avitabile, i vari pas-
saggi mi venivano presentati man mano dal Dott. Co-
lantoni. È strano stare ad assistere a un intervento chi-
rurgico; sembra di trovarsi in un santuario il cui centro
è l’uomo. Si crea un geniale santuario, non per vene-
rare un eroe, non un uomo valoroso e forte, ma un uo-
mo inerte, sanguinante... povero. Un prete in una sala
operatoria? Che ci fa? Impara! Impara chi sia l’uomo.
Quella sera ho scoperto l’uomo nella sua materialità,
nella sua povertà: vedevo un essere inerte, piccolo, fra-
gile; mi chiedevo: guarda che cosa sei, guarda come sei
piccino! Tutto ciò mi turbava, ma al tempo stesso con-
statavo che era lo stesso uomo con lo stesso cervello che
compiva un intervento tanto delicato! E scoprivo così
la grandezza di essere uomini. È formidabile scoprire in
una sala operatoria povertà e fragilità unirsi a grandez-
za e forza, si avverte un contrasto che esige con insisten-
za una spiegazione. Anch’io m’interesso dell’uomo. In
modo diverso, ma forse ugualmente importante a quel-
lo del chirurgo, poiché anch’io vivo in questo contrasto
di povertà e grandezza. Tale contrasto chiede una spie-
gazione e questa mi viene offerta da una strana per-
sona. Una persona che dice di essere Dio e nasce in una
stalla... che parla di vita eterna e muore in croce... Una
persona allora che ama il contrasto e lo fa suo: Gesù
Cristo. Allora m’accorgo che vale veramente la pena di
credere nell’uomo e di servirlo con passione: quella pas-
sione che ho notato negli occhi attenti di quei chirurghi,
quella sera. Non importa come; ciò che importa è capi-
re che la vita ha un senso proprio in questo contrasto e

30 I - CARA MAMMA
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