Page 34 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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Guardo con ammirazione e provo stupore
per come il Creatore abbia fatto di ogni persona
uno splendido capolavoro
Il campo operatorio è pronto, ed è Samuele a ini-
ziare l’intervento, mentre Costantin incide la gamba
per ricavarne la safena. L’intervento si prefigge di met-
tere tre by-pass sulle estese calcificazioni delle co-
ronarie e di sostituire la valvola aortica anch’essa cal-
cificata. Tali operazioni saranno svolte dal Primario
Prof. Paolo Ferrazzi, ma per giungere a tale intervento
i chirurghi devono lavorare per circa un’ora. Gli occhi
concentrati, le esperte mani tagliano e cuciono con mae-
stria i vasi che sanguinano, isolano la mammaria e la
preparano per essere utilizzata nell’intervento. Ancora
una volta, come venti anni fa, la sala si avvolge progres-
sivamente di silenzio, sembra che il silenzio sia lo spa-
zio in cui mi è dato vedere il cuore! Piano piano, sotto
le solerti mani di Samuele la carne e lo sterno si aprono
per mostrare prima i polmoni e poi il cuore. L’emozio-
ne è fortissima: provo commozione e riconoscenza per
quel vecchio cuore che pulsa tutto il suo affetto verso
di me. È un cuore ammalato, ingrossato per la fatica e
forse per il tanto bene che ha saputo donare al marito,
ai figli, ai nipotini, a quanti incontra ogni giorno per
strada, ai poveri, alle missioni, ai dimenticati: ma so-
prattutto al suo figlio sacerdote: «il mio Luigi»! Ricor-
do cosa mi scriveva in una vecchia lettera inviatami
l’11 ottobre del 1981 appena giunto a Roma per i miei
studi: «Ti voglio tanto, tanto bene e mi sei vicino in
ogni istante della giornata, in particolare nel momento
che ricevo Gesù nel mio cuore, gli parlo di te, gli chie-
do di darti sostegno morale». Mia Mamma in quel-
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