Page 35 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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l’occasione in ben altro modo mi rivelava il suo cuore!
Ringrazio Dio per lo splendido dono di mia Madre e
di quello che Lei è stata ed è per me. La sala operato-
ria torna a essere per me un santuario al cui centro vi
è un cuore che batte per me. La mia chiesa, la mia par-
rocchia oggi è lì, come dicevo nel mio SMS: «Il mio
posto oggi è lì dove mia Madre soffre e non in chiesa,
perché la mia chiesa vera è la dove si soffre». Guardo
con ammirazione e provo stupore per come il Creatore
abbia fatto di ogni persona uno splendido capolavoro.
Nel nostro corpo regna un perfetto ordine e tutto l’in-
sieme assomiglia a un prodigio. Il cuore pulsa ritmica-
mente, i polmoni portano ossigeno al corpo; contemplo
una meravigliosa armonia che è forse il più bel segno
dell’armonia spirituale che dà a Mamma Santina la
serenità con la quale incontra gli altri nella sua vita
imbevuta di preghiera, di silenzio e anche di solitudine.
Prego il Signore della Vita che mi conceda di vivere
ancora alcuni anni con il suo aiuto, con il suo consiglio,
con la sua forza. Mentre formulo tale preghiera Paolo
si sta lavando ed entra in sala con una scatola nella
quale sono contenuti degli speciali occhiali e lenti con
le quali eseguire il delicatissimo intervento. Le sue mani
si mettono abilmente all’opera, egli lavora su millime-
tri di tessuto e non può permettersi di sbagliare a moti-
vo delle calcificazioni che cospargono le coronarie. È
un minuzioso lavoro certosino, in cui i punti di sutura
sono quasi invisibili: un colpo di tosse, un piccolo spo-
stamento possono causare danni irreparabili. La sua
attenzione è al massimo, la sua esperienza e la sua
capacità professionale non lo tradiscono: lavora con
estrema precisione, calma e metodo. Piano piano mi
concentro su di lui, siamo alla fase più delicata: dopo
35TI STRINGO AL CUORE CON UN GROSSO BACIONE

