Page 27 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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che ho ricopiato dal mio cellulare a svelare quanto pro-
vavo in quel mattino: «Devo vivere ogni istante di oggi
con ogni impegno ed energia dando il massimo di me.
Lo devo a me stesso e lo devo a mia Madre. La paura
è tanta ma con forza d’animo la vinco, è una terribile
lotta con me stesso e sono completamente solo perché
nell’estrema solitudine si incontra se stessi! Entrerò in
camera operatoria e lì rimarrò, perché il mio posto oggi
è lì dove mia Madre soffre e non in chiesa, perché la
mia chiesa vera è la dove si soffre. Mia sorella sta lavan-
do mia Madre. Ho preso due caffè» (18 luglio 2005,
ore 12.33). Queste poche righe di fuoco definiscono
il mio animo prima di quel pomeriggio e prima degli
incontri preparatori con il Primario di Anestesia, Prof.
Luca Lorini e con il Primario di Cardiochirurgia dello
splendido reparto degli Ospedali Riuniti di Bergamo,
il Prof. Paolo Ferrazzi. Riflettevo sui mille significati
che attribuiamo puntualmente al cuore da un punto di
vista sentimentale, da un punto di vista filosofico e ad-
dirittura biblico e teologico.
A tale proposito scelgo solo la definizione di cuore
che il grande teologo tedesco Karl Rahner ci regala: «Il
cuore è la realtà intima e unificante che evoca il miste-
ro che resiste a tutte le analisi, che è la legge silenzio-
sa più potente di ogni organizzazione e utilizzazione
tecnica dell’uomo. Cuore indica il luogo dove il miste-
ro dell’uomo trascende nel mistero di Dio; là la vuota
infinitudine che egli esperimenta dentro di sé grida e
invoca la infinita pienezza di Dio. (...) Dire cuore signi-
fica dire amore, l’amore inafferrabile e disinteressato,
l’amore che vince nell’inutilità, che trionfa nella debo-
lezza, che ucciso dà la vita». Stavo per vedere il cuore
di mia Mamma, non un cuore qualsiasi, ma il cuore
27TI STRINGO AL CUORE CON UN GROSSO BACIONE

