Page 37 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -


             La “Legge dell’Orientamento”
             Concludendo questo tema di Jahweh-súr, sapendo che originariamente

             era  legato  con  il  nord,  per  la  “Legge  dell’Orientamento”,  doveva
             trasferirsi verso il sud, verso Gerusalemme, verso il Monte del tempio,

             centro e ombelico della terra (Ez 16,4; Or. Syb. V,250; Giub. 8,19; 1
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             En 25-26) , torre che veramente raggiunge i cieli  (Or. Syb. V,423-
             424;  1  En  89,50),  tratto  di  unione  tra  il  tempio  terrestre  e  quello

             celeste, che Dio mostrò ai patriarchi (Apoc. Bar. 4,1-6).




             COMMENTO PATRISTICO


             Il Sal 73 (72) può essere definito il soliloquio del giusto tentato, che,
             superata  la  prova,  “confessa”  (nel  senso  agostiniano  del  termine)

             l’adesione piena al suo Dio.
             Già GREGORIO NISSENO, nota come “il Libro III dei Salmi si apra
             sulla  domanda  fondamentale:  come  mai  la  giustizia  di  Dio  permette

             l’ingiustizia dei casi di questa vita, in cui la felicità non corrisponde al
             merito? Spesso uno stesso uomo riunisce in sé tutte le malvagità e tutti

             i successi. La giustizia ha pur sempre corso, ma è un fatto: il giusto ha
             una  vita  infelice  e  disgraziata.  Come  scegliere,  allora,  la  via  della
             virtù?”.


             E CASSIODORO, a sua volta, si chiede: “Come mai i nemici di Dio

             possono riuscire in tutto, malgrado ardiscano levare la loro bocca fino
             al cielo?”. E mette sulle labbra del giusto questa confessione: “Sì, ero
             invidioso; era troppo duro vedere la tranquillità degli empi”.


             Di fronte ad un Dio che sembra non vedere la situazione assurda di una
             sorte che premia i cattivi e castiga i buoni, colui che è rimasto fedele

             alla  Legge  è  fortemente  tentato  d’apostasia  pratica:  “Ho  quasi
             desiderato d’essere come gli empi” (ATANASIO). “È inutile servire
             Dio:  che  vantaggio  riceveremo  dall’aver  osservato  i  suoi

             comandamenti?” (Ml 3,14).



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