Page 34 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -

             Ma Dio è anche una roccia di sicurezza. David, nell’apogeo del suo
             regno,  eleva  a  Dio  suo  liberatore  un  solenne  “Te  Deum”,  ormai
             sicuro  dell’attuazione  della  profezia  di  Natan  (v.  50),  e  perciò  dei

             suoi destini e di quelli della sua progenie in perpetuo. E si rivolge a
             Dio con una litania di titoli:

             "Io ti esalto, o Jahweh, mia forza,
             mia roccia mia fortezza e mio rifugio,
             mio Dio, mia roccia, in cui mi riparo,

             mio scudo e mio corno di salvezza,
             mio alto ricettacolo, degno di ogni lode...

             Chi è mia roccia fuor del nostro Dio?” (Sal 18,2-3.32b).

             Anche l’attitudine del salmista regale è quella di una sicurezza assoluta

             nel  proprio  Dio  protettore  (Sal  10,17-18;  12,8-9;  13,6;  60,14):
             “Jahweh per me s’è fatto un riparo / il mio Dio è roccia del mio rifugio”
             (Sal 94,22). Per lui Iddio resta un luogo inaccessibile, una fortezza

             inespugnabile (Sal 9,10; 18,3; 46,8; 48,4; 59,10.17.18; 62,3.7; 144,2),
             una  roccia  infrangibile  (Sal  18,3;  31,3;  61,3),  un  rifugio  assicurato
             (Sal 7,2; 11,1; 62,8; 71,7; 73,28; 91,2.9; 142,6); contro di cui mai

             nessun empio potrà avere il sopravvento.


             È  veramente  da  benedirsi  liturgicamente  da  parte  del  re  e  della  sua
             dinastia  davidica,  Jahweh  sua  roccia,  che  gli  ha  addestrato  le  mani
             alla  battaglia  e  alla  guerra;  Jahweh  sua  rocca,  che  gli  è  diventata

             scampo, scudo, sotto il quale si è potuto rifugiare (Sal 144,1.2).
             Ma  la  roccia  è  anche  un  mezzo  di  salvezza.  Il  redattore  che  ha
             combinato insieme l’inno delle creature (Sal 19,1-7A) con il canto

             di  lode  della  legge  (Sal  19,8-15B),  ci  vuol  presentare  Jahweh  roccia
             stabile e go’el l garante, che prende nelle sue mani le sorti dell’uomo
             volubile  e  peccatore  per  assicurargli  la  salvezza.  Come  il  mondo

             fisico non si illumina e non vive che a causa del sole, così l’anima
             dell’uomo non si espande e non raggiunge la pienezza di vita se non

             per  mezzo  della  legge.  Ma  le  inavvertenze  umane  e  l’orgoglio
             accecano  questa  luce  esterna  e  interiore  dell’uomo,  benché  abbia  la
             buona volontà (Sal 19,1214). Solo Dio, con la fermezza della roccia e

             la garanzia della redenzione, può rendere efficace e il sole e la legge:



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