Page 40 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
Il salmo scaturisce dalla vita vissuta e vuole essere una poesia
istruttiva con cui l’autore intende illuminare il cammino dei fedeli di
Dio che si trovano in tentazioni simili alle sue. Nel v. 2 infatti il
salmista confessa la forte tentazione contro la fede che lo ha assalito a
causa della felicità degli empi. Nel descriverla rivivono le parole
Geremia 5,26-28: “Tra il mio popolo vi sono malvagi che spiano come
cacciatori in agguato, pongono trappole per prendere uomini... Le loro
case sono piene d’inganni; perciò diventano grandi e ricchi. Sono
grassi e pingui, oltrepassano i limiti del male; non difendono la
giustizia, non si curano della casa dell’orfano, non fanno giustizia ai
poveri”. Il modo di fare di questi arricchiti suggestiona molta gente e
quindi possono contare su una folta schiera di seguaci. Osservare un
tale trionfo ha costituito per il salmista una lunga e grave tentazione,
fino al momento in cui egli è entrato nel santuario di Dio e ha ottenuto
la luce della conoscenza. Egli ha capito che la strada della
trasgressione dell’Alleanza finisce in perdizione (cfr. Sal 1,6), mentre
la strada della fedeltà all’Alleanza mantiene l’uomo nella sfera santa di
Dio.
Una sintesi lapidaria di questo salmo è la sesta beatitudine: “Beati i
puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
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