Page 28 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
sono con te sempre». È la parola detta dal padre al figlio maggiore
nella parabola del figlio prodigo: Ma tu sei sempre con me; se tu
capissi che cosa vuol dire questo, tutto il resto varrebbe così poco.
E dopo la rivelazione: «Ma io sono con te sempre», c’è una
descrizione dell’amicizia con Dio che è splendida, in questo
momento in cui Dio non si è ancora manifestato con il volto di Gesù,
con il volto amico, ma rimane nel mistero. Questo uomo ispirato ha
colto Dio come persona amica: «Mi hai preso per la mano destra, mi
guiderai con il tuo consiglio, mi accoglierai nella gloria». Tre momenti
attraverso i quali è vissuta questa amicizia con Dio che scioglie ogni
problema. La soluzione di ciò che quest’uomo soffriva interiormente,
di ciò che gli pesava, non viene da un ragionamento, ma dal fatto di
sentirsi profondamente amato, sommamente amato.
È quella meraviglia di cui parla Giovanni Paolo II nella Redemptor
Hominis: «La meraviglia dell’uomo che si scopre sommamente
amato da Dio, e quando ha capito questo interiormente, allora tutta la
sua visione del mondo gli si riordina in maniera diversa, in una luce
positiva».
«Mi hai preso per mano... mi guiderai... mi accoglierai», cioè, il
mio presente e il mio futuro sono nelle tue mani. E allora
l’esclamazione di amore: «Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te
nulla bramo sulla terra».
Sono tra le parole più alte dell’amore. Si possono paragonare alle
parole di Pietro quando, interrogato da Gesù: «Volete andarvene
anche voi?», dice: «Signore, dove andremo? Tu solo hai parole di vita
eterna» (Gv 6, 67s). E già centinaia di anni prima questo credente
ignoto diceva: «Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla
bramo sulla terra». «Vengono meno la mia carne e il mio cuore», cioè
la mia vita può abbandonarmi, posso essere vicino alla morte, «ma la
roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre». Pare di
sentire la parola dei santi, di san Francesco d’Assisi che ripeteva nella
sua estasi: «Mio Dio e mio tutto» «La roccia del mio cuore è Dio, è
Dio la mia sorte per sempre... Il mio bene è stare vicino a Dio: nel
Signore ho posto il mio rifugio».
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