Page 25 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -

             uscire.  È  un’esperienza  religiosa,  sì,  ma  diremmo  quasi  ai  limiti
             della perdita di fede, ai limiti dell’abbandono di Dio.


             L’esperienza di chi rischia fino in fondo

             È  interessante  cogliere  come  la  Scrittura  non  ha  paura  di  queste
             esperienze;  anzi,  ce  le  presenta,  le  riporta,  le  registra,  perché  sono
             esperienze di chi veramente cammina nell’amicizia con Dio, di chi

             ha rischiato tutto.
             È chiaro che chi non rischia molto non vive queste esperienze; sono

             le esperienze di chi gioca la propria vita. Spesso i santi, addirittura i
             contemplativi,  vivono  al  limite  queste  esperienze,  perché  hanno

             rischiato davvero tutto.
             Se  noi  leggiamo  alcune  frasi  di  santa  Teresa  di  Gesù  Bambino

             negli ultimi mesi della sua vita (quando era straziata dalla malattia;
             quando non riusciva quasi più a reggere, pur con quella sua volontà
             ferrea;  oppure  quando,  ragazza  giovanissima,  aveva  perduto  la

             capacità  di  controllare,  come  sempre  aveva  fatto,  la  propria
             fantasia,  le  proprie  parole)  vediamo  che  escono  da  lei  alcune

             parole  che  sono  simili  a  quelle  di  questo  salmo,  e  che  del  resto
             sono  simili  alle  parole  di  Gesù:  «Dio  mio,  Dio  mio,  perché  mi  hai

             abbandonato?».
             Questa  esperienza  drammatica  è  l’esperienza  del  Figlio di Dio; è

             l’esperienza di chi ama fino in fondo, di chi rischia fino in fondo, e
             quindi di chi assapora il gusto della prova. Non è l’esperienza di chi
             cammina  sulle  vie  piane,  facili,  di  chi  non  rischia  nulla,  ma

             l’esperienza di chi ama molto.
             Questo salmo nasce da un grandissimo amore, e proprio per questo

             esprime  con  molta  libertà  la  propria  sofferenza. Ci sembra strano,
             ma non viene chiusa la bocca di chi si lamenta così; anzi, il lamento

             viene  portato  avanti  con  amarezza.  Questo  uomo  confronta  la
             propria vita con quella di altri e dice: «Per poco non inciampavano i

             miei piedi, per un nulla vacillavano i miei passi», cioè sono stato
             a un pelo dalla disperazione.
             Anche san Paolo ha espressioni come questa nella seconda lettera ai

             Corinzi.  All’inizio  dice:  «Ho  sentito  su  di  me  l’angoscia  della



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