Page 24 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
vedremo, è questo scoppiare di dolore che si tramuta in
contemplazione del mistero di Dio. È quindi un’esperienza religiosa
molto grande, molto forte.
Un’esperienza ai limiti dell’abbandono
Da che cosa nasce questo salmo? Nasce da un cuore credente,
certamente; chi parla in questo salmo è un uomo credente, è un uomo
che si è affidato a Dio, che si è fidato di Dio,che ha messo in Dio la
sua vita. E questo credente a un tratto si sente come ferito, quasi
tradito nella sua fiducia. Perché?
Perché altri (persone, singoli, gruppi, nazioni, popoli) che non
hanno seguito l’esperienza del credente - nazioni che non hanno
consegnato se stesse nelle mani di Dio come Israele, nazioni che
hanno confidato in sé, nella propria forza - sembrano prevalere?
Anzi, il loro strapotere politico schiaccia il minuscolo popolo di
Israele, così come i prepotenti - coloro che agiscono e operano senza
scrupoli - sembrano schiacciare il credente che si è affidato a Dio e
ha agito con onestà. Quando questa esperienza diventa bruciante - in
alcuni casi concreti, personali o collettivi - allora il credente è ferito,
amareggiato, deluso. Deluso per i confronti che fa tra coloro che non
si sono affidati a Dio - come lui - e sembrano pieni di sicurezza, ed
il suo fidarsi di Dio, che sembra avere come risultato una
delusione.
È un’esperienza amara, dolorosa, che Dio non risparmia a coloro che
ama. E qui già dovremmo trarre un insegnamento importante: non
stupiamoci se anche noi passiamo per quest’esperienza, perché è
l’esperienza del popolo di Dio, l’esperienza del credente che ha
composto questo salmo. E dietro di lui intravediamo altri grandi
credenti nell’Antico Testamento che sono passati per la stessa
esperienza. II profeta Geremia diceva: «Signore, sei per me come un
torrente incostante: quando mi attendo l’acqua - di cui ho bisogno -
il torrente mi appare disseccato; non mi sei venuto incontro nel
momento opportuno, non hai ascoltato le mie parole». E Giobbe va
ancora più in là, fino a maledire il giorno della sua nascita, perché
Dio lo ha messo come in una trappola dalla quale non vede come
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