Page 55 - Maritza
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e spostarono in una nuova miniera. Qui ero sor-
         vegliato a vista e iniziai a capire. Una sorta di
         prigione. Dormivamo male e poco, mangiavamo
         malissimo! Il campo dove vivevamo era recintato
         e sorvegliato giorno e notte. Neppure il secondo
         e terzo mese lo stipendio arrivò. Erano passati
         alcuni mesi e da quella prigionia in cui ci tratta-
         vano malissimo non vedevo via di uscita... una
         grande incognita piena di angoscia e di paura.
         Un giorno presi il coraggio e osai chiedere di
         parlare con il capo del campo. Mi portarono da
         lui. Un uomo gentile ed educato, mi disse:
            ‘Francisco, non c’è alcun problema! Hai ra-
         gione. Ti abbiamo sfruttato. Sei libero. Alla fine
         della giornata te ne puoi andare e tutto l’oro che
         avrai estratto dalla miniera sarà tuo. Prima di
         concludere la giornata, ti prego di scavare una
         fossa dove gli uomini ti indicheranno’.
            Non credevo alle sue parole! Alla fine della
         giornata me ne potrò andare con l’oro che avrò
         trovato!”.
            Tutti nella macchina eravamo attenti al suo
         incredibile discorso. Dai finestrini dell’auto in
         corsa entrava vento e le sue parole ogni tanto
         non si potevano cogliere... ma il nesso tra tutto
         quello che diceva era evidente e forte. Mancava

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