Page 52 - Maritza
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“Perché me lo chiedi?”.
“Perché tu sei diverso da questa gente e devi
essere anche matto! Chi ti ha fatto fermare in
questo posto per chiedere acqua? Ma non sai
dove ti trovi?”.
Faccio l’ingenuo.
“No, non lo so: dimmelo tu!”.
“Se mi dai un passaggio te lo racconto!”.
Il ragazzo mi piace, non mi sembra proprio
un killer.
“Come ti chiami?”.
“Mi chiamo Francisco!”.
“Io mi chiamo Gigi. Sono curioso di cono-
scerti. Va bene, aspetta un momento”.
Non senza difficoltà riesco a convincere Emi-
lio ad accogliere in macchina il giovane. Alla
fine acconsente. Saliamo in macchina. Il caldo è
forte. Apro una bottiglia d’acqua e inizio a bere
a lunghi sorsi, sorsi che ristorano nella calura
della foresta. Francisco avrà circa venticinque
anni, barba e occhi neri. Mi presento:
“Francisco sono un sacerdote italiano di Ber-
gamo e mi sto dirigendo a Puerto Maldonado. Mi
piacerebbe capire e condividere la sofferenza di
questa terra incantata. Mi parlano molto di tratta
delle persone ai fini di sfruttamento nelle minie-
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