Page 51 - Maritza
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“Tu mi aspetti in macchina!”.
            Alla fine cede:
            “Va bene, ti concedo cinque minuti”.
            L’auto si ferma. Entro nella tienda. Ci sono
         tre donne e due uomini. Intuisco che il clima
         non è sereno. Mi guardano con sospetto, con
         aria interrogativa, quasi che il mio entrare nel
         negozio sia stato un gesto di sfida. Tra di loro c’è
         un uomo che ha un’espressione diversa. Più che
         sospettoso sembra meravigliato che un europeo
         entri in un negozio del Chilometro 108. Mi avvi-
         cino al banco e chiedo due bottiglie di acqua. Gli
         sguardi dei presenti mi fissano nei movimenti.
         Sono anch’io teso e mi dico: “Ma perché mi va-
         do sempre a mettere nei casini, come a La Laja
         in Messico? Che gusto ci trovo? Aveva ragione
         Emilio, sono un coglione! Cerchiamo di pagare
         e di andarcene in fretta”.
            La ragazza al banco mi chiede 10 soles per
         due boccioni di acqua da due litri e mezzo, mi
         mette le due bottiglie in due sacchetti. Pago e
         mi muovo verso l’uscita. Il giovane dall’aria me-
         ravigliata mi segue e io sento il gelo nelle vene.
         Sono fuori e lui mi chi chiama.
            “Scusi mi darebbe un passaggio a Puerto Mal-
         donado?”.

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