Page 36 - Paul
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za a raccontare. Assicurazioni che la copertina                  nord est di Garissa, leggermente a sud rispetto a
         non porterà la sua foto e un milione di domande                  Dadaab, c’è la cittadina di Fafi nella cui provincia
         sulla distribuzione del libro. Paul appare una per-              situiamo la vicenda di Paul. Questo triangolo, do-
         sona disturbata mentalmente, vittima di quello                   ve in questi giorni abbiamo soggiornato, è la zona
         che in Iraq chiamiamo Sindrome Postraumatica                     calda, anzi bollente del terrorismo.
         da Stress, come nel caso di Nasreen.                                 Il nostro Paul è di Garissa e viene inviato a fare
            L’uomo è alto e grassottello, gli occhi sono                  il maestro a Fafi, in una piccola scuola vicina all’o-
         vuoti e spesso, nel racconto, si riempiono di la-                spedale e a una grande antenna delle telecomuni-
         crime e di paura. Per giungere al cuore del rac-                 cazioni di safari.com. Interrogo l’uomo e le sue ri-
         conto impieghiamo circa un’ora e mezza ma, alla                  sposte sono lente, la voce è bassa e piena di paura.
         fine, la storia c’è ed è forte! È la storia di un uomo               “Paul, stai tranquillo. Proteggeremo sicuramen-
         che ha visto in faccia la morte, di un uomo che                  te la tua identità, ma raccontaci cosa significa es-
         ha sentito il freddo delle canne di un’arma da                   sere cristiani qui”.
         fuoco sulla fronte, che è sfuggito a tre micidiali                   Mi interroga di nuovo:
         proiettili, di un uomo testimone della morte di un                   “Sicuro di quanto dici? Loro, i terroristi, hanno
         collega insegnante cristiano per mano dei terro-                 molti informatori. Non sarà semplice fare quanto
         risti islamici di Al Shabaab, perché Al Shabaab                  dici ma accetto la sfida.
         ammazza i cristiani!                                                 Vengo inviato dal ministero della pubblica
            La storia che ci racconta si situa in un triango-             istruzione a Fafi. Mi trovo con due altri maestri:
         lo di terra a 70 chilometri dalla Somalia: al nord c’è           un musulmano di nome Ali, un cristiano come
         Dadab Refugee Camp con i suoi trecentomila pro-                  me protestante di nome Eli. Siamo soli e costru-
         fughi che vivono in un inferno instabile di miseria,             iamo una bella amicizia! Nel vicino ospedale ci
         violenza e sfiga. Al sud c’è Garissa, la città dei 148           sono due colleghi che ci invitano a cena. Diven-
         martiri cristiani ammazzati o meglio sgozzati come               tiamo amici e iniziamo a dormire saltuariamente
         capretti dai terroristi islamici il 2 aprile 2015. A             nel reparto di maternità che è vuoto. Gigi, nor-

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