Page 95 - Nicola
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Calabria
 nicola                                                    luca

 Dopo gli inizi vicino a casa, nel 2014 la
 scommessa di trasferire il ristorante nel centro
 di Reggio. Filippo non voleva essere soltan-
 to “il cuoco antimafia”, ma desiderava dimo-
 strare le sue capacità culinarie e, attraverso
 di esse, valorizzare il bello e il buono della
 Calabria. «Sono un cuoco autodidatta, che
 si è appassionato alla cucina praticandola e
 scoprendo un territorio ricchissimo dal punto
 di vista gastronomico e delle materie prime.
 Dal caciocavallo di Ciminà all’arancia di Villa
 San Giuseppe, dallo zafferano di Motta San
 Giovanni al bergamotto reggino. Mi rifornisco
 da piccole aziende “sane“, anche a costo di
 pagare qualcosa in più, ma con la certezza
 che i soldi vanno al produttore e al commer-
 ciante onesti, e non a chi gestisce il racket».
 Ci sono dei profumi che appartengono
 solo alla Calabria. Riesci a trasferirli nei tuoi
 piatti? «Ci provo. Ho citato il bergamotto, ma
 potrei menzionare la cipolla rossa di Tropea.
 Prodotti che sono ormai tra le specialità italia-
 ne più riconosciute ed apprezzate. Per questo
 attraverso la cucina si può compiere un viag-
 gio emozionante e meraviglioso. La Calabria

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