Page 90 - Nicola
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Calabria
          nicola                                                                                FILIPPO: IL RISCATTO DALLA MINACCIA DEL PIZZO

         li mi stringono la mano come se già avessimo                     Vivevano a Lazzàro, paesino lungo lo Ionio a
         fatto un patto e se ne vanno raccomandando-                      una quindicina di chilometri dal capoluogo.
         mi il silenzio. Invece chiamo i miei fratelli, che               Da lì la vista spazia sul mare turchese fino alla
         gestiscono la stazione di servizio ereditata da                  costa siciliana, dominata dal cono imponente
         papà. “Io li denuncio“, dico. “E noi siamo con                   dell’Etna. Il padre frequentava la sezione del
         te“, mi rispondono. In quel momento ci sia-                      Pci, ma non batté ciglio quando Filippo scel-
         mo ricordati tutti di nostro padre, gambizzato                   se di entrare in seminario. Nelle austere stan-
         sul finire degli Anni Ottanta davanti al portone                 ze dell’istituto arcivescovile Pio XI di Reggio
         di casa per essersi opposto al sistema delle                     Calabria il ragazzo frequentò ginnasio e liceo.
         tangenti di ʼndrangheta. Si chiamava Deme-                       I suoi se lo immaginavano già con la tonaca
         trio, ma tutti lo conoscevano come Mimied-                       e invece… «Ho lasciato perché attendevo la
         dhu o semplicemente Mimì. “Mai piegarsi a                        cosiddetta ”chiamata”, che però non è arriva-
         queste richieste“, ci diceva. “Prima si prendono                 ta». Filippo è felicemente sposato, ha due figli
         i tuoi soldi e poi la tua azienda“. Pensando a                   e nessun rimpianto. «Oggi sono un credente
         mio padre, pensavo anche al futuro dei miei                      forse troppo poco praticante, ma ho capito che
         figli. Non potevo permettere che crescessero                     il Signore chiama secondo tempi e modi che
         sudditi della mafia. Così ho vinto la paura e mi                 solo lui conosce. Per me aveva un disegno ben
         sono assunto il rischio di denunciare».                          definito e mi sono convinto che posso esse-
            Filippo racconta tutto questo senza che il                    re uno strumento nelle sue mani, specie se so
         sorriso sparisca dalle sue labbra. È una persona                 ascoltare la voce dei più bisognosi».
         positiva, che affronta i problemi con la giusta
         dose di ottimismo. Del resto, è nato il giorno di                Il “pranzo solidale”
         Natale. Anno 1969. Una bella famiglia, la sua,                      Una volta al mese Filippo invita i poveri
         modesta ma unita. Mamma Maria ha cresciuto                       della città nel suo bel locale stile liberty. «Il
         cinque figli, quattro maschi e una femmina.                      “pranzo solidale“ va avanti dal 2016. La cri-

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