Page 97 - Nicola
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Calabria
 nicola                        FILIPPO: IL RISCATTO DALLA MINACCIA DEL PIZZO

 oggi va raccontata mettendo in evidenza il   nostre coste. L’idea era di aiutarli a gestirsi
 meglio di sé, come succede in tutte le altre   dal punto di vista dell’alimentazione, poiché
 regioni. La ʼndrangheta non è l’unica cosa che   di lì a poco, divenuti maggiorenni, non avreb-
 abbiamo. Per quel che mi riguarda, il cibo è lo   bero più avuto ausili. Li portai nel ristorante
 strumento giusto per parlare della mia terra,   che avevo allora a Lazzàro e fu lì che Abdou e
 perché nel cibo c’è una storia da raccontare. È   Salihu si appassionarono al mio lavoro».
 importante raccontarla nella maniera giusta,   Filippo intravide per questi ragazzi la pro-
 per questo uno chef può far la differenza. Una   spettiva di un inserimento, ma non fu facile.
 prova? Nel 2018 il New York Times, grazie alla   La casa-famiglia che li ospitava chiuse, i due
 nostra tradizione culinaria, ha inserito la Cala-  furono separati e dovettero lasciare Reggio.
 bria tra le mete mondiali imperdibili, unica   «Avevano attraversato il Mediterraneo in bar-
 regione italiana nella lista».  cone facendosi coraggio a vicenda e ora si
         ritrovavano soli e disperati. Rimasi in contatto
 Filippo dà lavoro a dieci persone  con loro, finché non mi rivolsi al tribunale dei
 Oggi l’attività di Filippo dà lavoro a dieci   minori, che me li assegnò in affidamento prov-
 persone, sei delle quali sono immigrati. Ven-  visorio». Da quel momento, l’ascesa: contrat-
 gono da Gambia, Senegal, Iraq e Moldavia.   to di formazione, apprendisti, aiuto-cuochi…
 Abdou Dibbasey e Salihu Barrow, entrambi   Quei ragazzi ci sanno fare, e aggiungono
 gambiani, sono diventati a loro volta chef.   anche un po’ di creatività. Nascono dei piatti
 «Inzialmente  molti  mi  criticavano  perché   fusion, dove la cucina calabrese si mescola ai
 do lavoro agli stranieri anziché ai calabresi.   sapori della tradizione africana. «Ormai sono
 Credo che tutti debbano avere un’occasio-  loro a gestire la mia cucina. Per me è stata una
 ne. Anni fa mi chiesero di tenere un corso di   grande emozione quando la Federazione Ita-
 cucina italiana in una comunità che accoglie-  liana Cuochi ha consegnato loro la giacca da
 va minori non accompagnati sbarcati sulle   chef. Abdou e Salihu sono stati i primi immi-

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