Page 94 - Nicola
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Calabria
nicola luca
Dopo gli inizi vicino a casa, nel 2014 la
scommessa di trasferire il ristorante nel centro
di Reggio. Filippo non voleva essere soltan-
to “il cuoco antimafia”, ma desiderava dimo-
strare le sue capacità culinarie e, attraverso
di esse, valorizzare il bello e il buono della
Calabria. «Sono un cuoco autodidatta, che
si è appassionato alla cucina praticandola e
scoprendo un territorio ricchissimo dal punto
di vista gastronomico e delle materie prime.
Dal caciocavallo di Ciminà all’arancia di Villa
San Giuseppe, dallo zafferano di Motta San
Giovanni al bergamotto reggino. Mi rifornisco
da piccole aziende “sane“, anche a costo di
pagare qualcosa in più, ma con la certezza
che i soldi vanno al produttore e al commer-
ciante onesti, e non a chi gestisce il racket».
Ci sono dei profumi che appartengono
solo alla Calabria. Riesci a trasferirli nei tuoi
piatti? «Ci provo. Ho citato il bergamotto, ma
potrei menzionare la cipolla rossa di Tropea.
Prodotti che sono ormai tra le specialità italia-
ne più riconosciute ed apprezzate. Per questo
attraverso la cucina si può compiere un viag-
gio emozionante e meraviglioso. La Calabria
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