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me immagini della città si presentano agli occhi.
               È un grande mercato. Ivan mi dice che questa
               grande e caotica strada di mercato è stata riaper-
               ta da alcuni mesi, dopo la liberazione dall’ISIS.
               Gente povera, gente indaffarata, venditori di ver-
               dura, di frutta, pane, spezie, olio... E soprattutto
               tanta, ma tanta gente.
                  La grossa macchina nera rallenta. Ivan toglie
               la pistola e mi spaventa. L’avevo dimenticata.
                  “Cosa fai?” domando.
                  Prima di rispondere toglie la sicura e questo
               ancora di più mi spaventa...
                  “Ora è pronta. Possiamo stare tranquilli!”.
                  ‘Che cavolo di ragionamento è?’ dico a me
               stesso. Ivan mi precede nella risposta alla mia
               domanda.
                  “Padre, ti vedo agitato calmati. Ti spiego tutto.
               Se farai esattamente tutto quello che ti dirò non
               c’è alcun problema. Perché ho preparato l’arma
               pronta a sparare? Vedi questa gente? Loro non ti
               faranno nulla anche se non ti vedono di buon
               occhio perché sei occidentale. Ma tra di loro, a
               qualche finestra, potrebbe esserci un cecchino,
               uno dei militanti dell’ISIS ancora nascosti in cit-
               tà. Molti dicono che ora Daesh ha solo qualche


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