Page 59 - NASREN
P. 59
Bassora. Nel giugno 2014 la città cadde in mano
ai miliziani di Daesh che, nelle settimane succes-
sive, scacciarono tutti i cristiani della città scesi
dai 50000 del 2003 ai 3000 del 2014. Dunque
oggi a Mosul non esistono cristiani, non esistono
sacerdoti e le chiese sono ridotte a un ammasso
di detriti. ‘Cosa vai a fare lì?’, mi interrogo nella
strada che mi sta portando nella periferia. Trovo
subito una risposta. ‘Vado in pellegrinaggio. Non
sono un reporter di guerra, sono un sacerdote!
Vado a Mosul per pregare e per consolare, anche
solo una persona, ma il valore simbolico della
consolazione non è questione di quantità ma di
qualità. Vado a Mosul dove ha vissuto Giona,
vado a visitare l’antica Ninive’. Perché il nome
Mosul, che si lega a immagini di guerra, ha to-
talmente cancellato dalle nostre teste il ricordo
di quella città: è una città della bibbia di grande
significato. Mi spavento. Prego il profeta Giona e
ripenso alle sue parole: ‘Ancora quaranta giorni
e Ninive sarà distrutta!’. Quanto sono attuali e
profetiche quelle parole del profeta ancora oggi
dense di mistero. Venire a Mosul? Perché tutti
hanno sconsigliato? Perché? Perché? Perché? La
domanda diventa ritmica nel cuore mentre le pri-
57

