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lo dal piccolino che tengo in braccio e che mi
               protegge il cuore.
                  “Padre dobbiamo andare – mi dice Ivan – la
               giornata è lunga e pesante e abbiamo da fare
               molte cose”.
                  Lascio al padre il bambino e ritorniamo alla
               macchina. Donne velate di nero e con il volto
               coperto percorrono le strade di Mosul. Giungia-
               mo a una caserma che apparteneva all’ISIS. La
               scritta con bombole spray dice in arabo “Stato
               Islamico vietato accesso a tutti”. Dopo la ricon-
               quista, le famose Golden Division addestrate
               dagli americani hanno posto delle croci sopra
               a dispetto della scritta fanatica. Queste scritte
               mi danno una grande tristezza. Primo motivo:
               sono brutte, scritte male con lo spray. Secondo
               motivo: sono fanatiche! Tutte nere...
                  Ci avviciniamo al centro della città, al così
               detto Front Line. Qui inizi a capire la guerra.
               Elicotteri vanno e vengono, esplosioni, colpi
               d’arma da fuoco e... Non siamo al cinema, ma
               al centro di una guerra folle. Se tutte le guerre
               sono folli questa guerra è super-folle! Un casino
               fotonico solo per capire chi fa guerra a chi. Ho
               impiegato alcune ore di lettura e studio prima


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