Page 58 - Luca
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Bergamo
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         come stanno i tuoi?”. “Bene grazie e i tuoi Luca                 e la morte di altri e non mi accorgo che la
         stanno tutti bene?”. “Sì Gigi stanno bene…”. “E                  persona che sto intervistando ha lui stesso la
         la tua mamma Rosy come sta?”. “Lei, Gigi va                      morte dentro! Questo suo dolore interiore è
         avanti… non sta bene, tutte le sere passo a                      altro carburante per lenire il dolore degli altri.
         trovarla ma andiamo avanti!”.                                       “Gigi – riprende Luca – sapevo che stava
            Dopo queste espressioni che tutti, più o                      morendo ed è morta con me vicino, ieri sera.
         meno, abbiamo fatto tra amici, molto infor-                      Prima di andare da lei, per stare con lei nel
         mali seppur sinceramente cordiali, iniziava-                     momento della morte, tutto il giorno ho lavo-
         no le nostre chiacchierate sul Coronavirus e                     rato duramente in ospedale prendendomi
         la tragedia… ma, mentre Luca descriveva la                       cura di altri malati che, affetti dal Coronavirus
         tragedia di altri, quella della pandemia, mai,                   non avrebbero potuto morire come sarebbe
         anche durante le lunghe chiacchierate o le                       morta mia mamma dopo poche ore… con me
         brevi comunicazioni mie per proporre qual-                       vicino. La mattina e il pomeriggio in ospedale
         che intervista… mai l’amico medico mi aveva                      sicuramente il pensiero è spesso andato alla
         fatto capire che stava ‘piangendo dentro’ per                    mia mamma ma, mentre pensavo a lei, vede-
         la sua mamma ormai morente! Mai, mai, mai!                       vo davanti a me persone più o meno della sua
         Ostinatamente mai…                                               età in un altro squallore: stavano morendo
            Con un amico, quando fa così, ti incazzi e                    ma nel freddo della solitudine, una solitudi-
         qualche parolaccia ti sfugge e la mia risposta                   ne troppo spesso vissuta nella consapevolez-
         è, infatti, molto dura e risentita:                              za. Davanti a quelle persone allora cercavo
            “Come è possibile che tu non mi abbia det-                    di dare quell’affetto e quelle attenzioni che
         to niente!”.                                                     un figlio o un parente avrebbe saputo dare,
                                                                          magari una leggera carezza sul dorso della
            Sto scrivendo di morte e dolore con una                       mano, oppure una battuta scema di incorag-
         persona che dovrebbe descrivere il dolore                        giamento, quella battuta che ai moribondi fa

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