Page 52 - Kelvin
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così lontano, si ricorda di me, di mia figlia e di
               mia madre?”.
                  La meraviglia colora di rosso il viso di Luz Mary
               e dagli occhi, caldi lacrimoni iniziano a scendere.
               Partito da Roma con quelle sei lettere non avrei
               mai pensato di innescare una miccia nel cuore di
               Luz Mary e di altre compagne di cella alle quali
               papa Francesco scriveva in risposta a una lettera
               del 17 dicembre 2015. La donna ormai è incantata
               dalla lettera e si estranea da tutto. Nei suoi occhi,
               come in un film, scorre il suo pensiero per la an-
               ziana e malata madre e per la figlia violentata dal
               proprio marito... Sono arrivato in fondo alla lettera:
               lei mi guarda con infinita triste dolcezza e io mi
               sento trafiggere dallo sguardo di quella disperata.
                  “Luz Mary, papa Francesco ti invia anche questa
               somma, sono 150 soles, sono una somma discreta,
               con la quale ti vuole dire che non si dimentica di
               te, ma che ti ricorda nella preghiera e nella sua
               considerazione per gli ultimi e i disperati”.
                  Luz Mary riceve la busta in un silenzio profon-
               do e poi, forte e improvviso, scatta un abbraccio
               formidabile nel quale esplode il pianto.
                  “Don Gigi, questo è il giorno più bello non solo
               della mia vita in carcere, ma di tutta la mia vita!
               Quali lettere io mai ho ricevuto nella mia vita? Solo
               qui in carcere ricevo da mia figlia e dai miei cari.


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