Page 53 - Kelvin
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Io sono una campesina, una povera contadina,
nessuno si ricordava di me quando ero libera e
tanto meno ora qualcuno si ricorda di me mentre
sto scontando una lunga pena per uno sbaglio
stupido che ho commesso. Oggi papa Francesco,
attraverso questo vescovo che ha firmato la lettera,
si ricorda di me? Ma non è magnifico tutto ciò?”.
Padre Joselo e Gladys, la direttrice, condivido-
no con noi la gioia e abbracciano la prigioniera.
La guardo fissa negli occhi...
“Oggi hai tutte le ragioni per essere contenta,
non solo perché papa Francesco e monsignor Fisi-
chella si sono ricordati di te, ma soprattutto perché
tra poco celebreremo la messa e qui in carcere
sarà presente Gesù stesso che è molto più di papa
Francesco. La porta della tua cella è una porta di
misericordia in questo anno. Ti ricordi cosa ti dissi
a dicembre?”.
Ora la giovane ricorda tutto e mi ripete con
estrema precisione tutto quanto le avevo detto al
termine dello scorso anno.
“Don Gigi, posso chiederti una cosa?”.
“Certo: dimmi!”.
“Vorrei passare con te la porta della mia cella,
mano nella mano... me lo concedi?”.
“Con grande piacere Luz Mary. Ma dimmi per-
ché”.
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