Page 67 - JUANA
P. 67
Omar rimane muto. È la nonna a concludere
il nostro incontro.
“Quella sciagurata di Lilia, mia figlia, regalò
come un giocattolo il bimbo a una sua depravata
amica. È stata Iolanda ad andare a prenderlo e
a portalo qui con noi. Padre, dove mangiano
cinque bocche ne mangiano anche sei!”.
Non rispondo a questa dolorosa affermazio-
ne della donna. Il ragazzino è ancora tra le mie
braccia. Allungo il braccio destro e do una lenta
carezza a Iolanda, asciugando dalla sua guancia
un grande lacrimone!
Mi alzo. Salutiamo. Scendo le scale. Le mani
sono umide delle loro lacrime. Cerco di avvertire
fino in fondo quelle mani bagnate di lacrime. Il
mio pensiero va lontano, vola al giorno più im-
portante della mia vita, il 21 giugno 1986. Oggi
è il 21 giugno 2017. Sono passati 31 anni da
quando l’olio santo ha consacrato le mie mani
rendendomi sacerdote; dopo trentuno anni le
mie mani tornano a bagnarsi di un altro crisma
ben più prezioso. Si bagnano questa volta delle
lacrime di Cristo e quanto mi sento indegno di
aver mani non più bagnate da un olio reso santo
da una preghiera di consacrazione, ma bagnate
65

