Page 65 - JUANA
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stonavano, forte, forte... Ricordo ancora le urla e
               le implorazioni che rivolgevo loro per farli smet-
               tere, ma questo invece li eccitava ancora di più,
               e alcune volte dopo le bastonate rimanevo per
               terra alcuni giorni!”.
                  La nonna interviene:
                  “Padre, Lilia, mia figlia guardava tutto senza
               reagire, fino a che un giorno quel demonio di
               Fausto ha fatto una cosa terrificante con il pic-
               colo. Lo hanno messo in un...”.
                  “Pozzo! – il ragazzino alza la voce e intervie-
               ne sulla nonna. – Padre, in un pozzo! Mi hanno
               messo in un pozzo! Era inverno, sotto lo zero,
               e dopo l’ennesima violenza sessuale e qualche
               bastonata decisero una sorta di castigo, che non
               meritavo. La parola castigo non aveva nessun
               significato, unica colpa era quella di essere vivo.
               Tutto nudo mi legarono per i polsi e lentamente
               mi calarono in un pozzo fondo, buio e freddo.
               Padre: il buio, il nero mi entravano nel cuore
               mentre mi calavano e un inchiostro denso mi
               scriveva nel cuore il terrore. Il contatto con l’ac-
               qua gelata e l’asfissia esplosero in un urlo sordo
               dopo il quale sono svenuto!”.


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