Page 60 - JUANA
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una piccola pallottola e me la pongo dietro i
               denti vicino alla guancia per circa un’ora. Il suo
               effetto è molteplice, toglie la fame e l’acidità di
               stomaco, regala un certo stato di vigilanza e di
               forza, né più né meno che un paio di caffè ri-
               stretti italiani.
                  Mentre il paesaggio scorre bellissimo, arri-
               viamo alla frontiera. Tolgo lo zaino. Olinda ed
               Ernan hanno comperato un po’ di frutta che qui
               costa meno che in Perù. Sbrigo le pratiche di
               immigrazione. All’uscita la donna ha acquistato
               del pane caldo e delle olive. Troviamo il combi
               che da Desaguadero va verso Puno. Il combi si
               riempie... Salgono campesinos, pastori di vigo-
               gna e lama... e il pulmino parte. Sono seduto
               vicino alla finestra; ho appena sputato la coca e
               Olinda mi offre pane e olive, con un bicchiere
               di acqua fresca... Addento il pane caldo. È squi-
               sito, ed è ora di pranzo. Lo mastico lentamente
               e il sapore mi pervade, lo accompagno con una
               oliva appena colta a Ica Nasca. È buonissimo. Lo
               mastico lentamente, boccone dopo boccone, e lo
               finisco. Molte volte, in Italia, andiamo alla ricerca
               di cibi raffinati e costosi, mentre nella povertà


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