Page 47 - JUANA
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la piccola Susana. La bimba appena nata è mor-
ta. La seppelliamo nel cortile e poi mi portano
per le cure mediche all’ospedale. La polizia porta
via mio marito per chiedere spiegazioni...”.
Io sbianco e con me le suore, Olinda e padre
Francesco.
Intervengo con voce forte:
“Ma la bambina ora dove è sepolta?”.
“Fuori, padre”.
Mi alzo in piedi:
“Fammi vedere dove!”.
Usciamo. La donna indica approssimativa-
mente un luogo. Dov’è quel luogo? Dove ora
tra i rifiuti pascolano i due porci!
Butto via penna e carta. Mi butto in ginocchio
su quella specie di tomba. Le suore, Olinda e
il padre con me recitano un Pater, Ave, Gloria.
E poi io bacio il terreno, lo bacio appassiona-
tamente e con affetto, prendo tra le mie mani
quella terra sporca di detriti e mi chiedo dove
sia finito in questo inferno il rispetto per la vita
umana. Almeno in Africa una piccola croce di le-
gno indica il luogo dove una mamma è morta di
AIDS e diviene un luogo di culto e preghiera. Ma
qui no. Essere sepolti in un porcile è veramente
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