Page 50 - JUANA
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Olinda traduce con un’aria sempre più triste
in volto. Anche padre Francesco diviene ancora
più serio... Io penso al cadavere della piccola
bambina sepolto nell’immondizia e inizio a capi-
re che quando ti sbattono a dormire con i porci,
piena di lividi, ferita e sanguinante, non è poi
così difficile immaginare di seppellire tua figlia
nel medesimo posto.
La donna dagli occhi infinitamente tristi con-
tinua il drammatico racconto:
“Padre Gigi, Pedro era un demonio. Non solo
mi faceva male e sentivo dolore, ma mi incuteva
terrore con parolacce, minacce e urla. I bambini
piangevano e minacciava di ammazzare me e i
piccoli. Allora, avvolti in una coperta, li portavo
a dormire nel porcile: lo sporco non faceva pau-
ra come le botte!”.
Scrivo sulla carta con avidità ogni dettaglio
di questa storia e inizio a capire che lo sporco è
un altro guasto della violenza. Troppo comodo
esser puliti quando non si ricevono botte e per
sfuggirle non si è costretti a rifugiarsi nella spaz-
zatura! Allora lo sporco, la spazzatura, non solo
diventa la tua casa, ma il tuo rifugio. Ami il por-
cile, perché lì non ricevi botte, perché ti mette
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