Page 49 - JUANA
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lavori saltuari, ma il poco denaro che riceve lo
usa per bere. Juana si ferma nel suo racconto. Il
suo volto è triste e sporco... Interviene Monica, la
bella figlia di 17 anni, appena giunta da scuola:
“Padre, ora mio fratello Nestor lavora in mi-
niera. Da un po’ di tempo non lo vediamo. Forse
spende il suo salario in birra, e poi, come sai, il
lavoro alla Rinconada non concede molti anni
di vita!”.
Juana sembra essere assente. La guardo in
mezzo alla sporcizia:
“Cara Juana, quante botte ti ha dato tuo ma-
rito... meno male che se ne è andato!”.
Olinda traduce e la donna si fa ancora più
triste.
Mi risponde in aymara:
“Padre Luis, il peggio doveva ancora venire.
Dopo Carlos mi sono messa con Pedro, l’uomo
che è morto di recente; e con Pedro è stato un
inferno! Mi picchiava molto più forte di Carlos,
mi violentava spesso in preda all’alcool. Poi, fe-
rita e sporca di sangue, mi sbatteva fuori casa
con il cane e i porci! Era una furia. Porto ancora
molte cicatrici delle sue violenze”.
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