Page 36 - Ivonete
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Il mio spagnolo-portoghese rallegra i ragazzi
               che mi sembra abbiano capito che vengo dall’I-
               talia, che sono un prete e che li voglio salutare.
               Con un terribile sforzo do loro la mano. Loro me
               la stringono forte. Sono mani sporche, puzzo-
               lenti e unte, bagnate da qualche scolo di fogna.
               Porca miseria sono in una fogna a cielo aperto?
               Magari, molto peggio. Un avvoltoio si posa sulla
               spalla di Romeo. Mi fa senso, anzi scusate, mi fa
               schifo, ma tanto schifo. Mi giro. Basta torno alla
               macchina! José sta filmando, sta facendo foto,
               mi guarda con uno sguardo interrogativo, vuole
               capire cosa voglio fare. Annuso la mia mano, la
               annuso forte, una volta, due volte e poi mi dico:
               ‘Ma io questi li abbraccio!’. Mi giro con una forte
               determinazione. Edoardo, il gigante, mi guarda
               con i suoi occhioni da bambino. Lo abbraccio.
               Il mio clergyman profuma di sapone, la sua tuta
               emana un tanfo da fogna. La camicia pulita del
               prete scemo si abbraccia con la tuta lorda di un
               angelo. Pianto sul faccione di quel ragazzo due
               sonori baci e anche le mie labbra gridano ribel-
               lione… e poi Romeo.
                  José continua a filmare sorpreso. Ci diamo la
               mano e le loro mani piene di calli stringono forte


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