Page 35 - Ivonete
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“A questo non ci pensare più! Ci penso io a
               fotografare questo schifo, tu pensa a loro”.
                  Mi incoraggia e il suo incoraggiamento mi
               dà forza, mi dà tranquillità. Uno dei due è un
               ragazzo alto, giovane di 25 anni, nel fiore della
               vita. L’altro ha vent’anni. Si dedicano a raccoglie-
               re il ferro, che è più redditizio della plastica, ma
               meno dei cavi elettrici. In questi giorni verrò a
               conoscenza di tutto il tariffario dell’immondizia!
               Li guardo. Mi avvicino a Eduardo e Romeo. Gli
               occhi! Dio, gli occhi di questi giovani, quanto
               sono belli e quanto sono persi! Sprigionano lu-
               ce… e mentre gli occhi sprigionano luce, i loro
               vestiti, i loro corpi sprigionano tanfo, tanfo, tan-
               fo. Mi viene da coprirmi il naso. Me ne accorgo
               e allora, per non metterli in imbarazzo, faccio
               finta di soffiare il naso. Mi dico: ‘Senti stronzo a
               che gioco giochiamo? Non fare lo stupido, metti
               via il fazzoletto, respira forte e… parlagli! Parla-
               gli con il cuore, anche se non conosci troppo il
               portoghese’. Ripongo il fazzoletto, respiro forte
               il tanfo, a momenti svengo, e mi avvicino.
                  “Ciao mi chiamo don Gigi. Sono venuto per
               portarvi un saluto dall’Italia. Ho fatto più di 14
               ore di aereo per venire in questa discarica!”.


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