Page 22 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
Non possiamo, inoltre, dimenticare che la Terra Santa è cara anche ai seguaci dell'Islam, che le
tributano una speciale venerazione. Ho viva speranza che la mia visita ai Luoghi santi possa offrire
anche una opportunità d'incontro con loro, perché, pur nella chiarezza della testimonianza, crescano
motivi di reciproca conoscenza e stima, nonché di collaborazione nello sforzo di testimoniare il
valore dell'impegno religioso e l'anelito per una società più conforme al disegno di Dio, nel rispetto
di ogni essere umano del creato.
11. In questo cammino negli spazi che Dio ha scelto per mettere la sua « tenda » tra di noi è grande
il mio desiderio di sentirmi accolto come pellegrino e fratello non solo dalle comunità cattoliche,
che incontrerò con particolare gioia, ma anche dalle altre Chiese che hanno ininterrottamente
vissuto nei Luoghi santi e li hanno custoditi con fedeltà e con amore per il Signore.
Più di ogni altro mio pellegrinaggio, questo che mi accingo a compiere in Terra Santa nella
circostanza giubilare sarà segnato dall'anelito della preghiera rivolta da Cristo al Padre perché tutti i
suoi discepoli « siano una cosa sola » (Gv 17, 21), una preghiera che ci interpella in modo ancor più
vigoroso nell'ora eccezionale che apre il nuovo Millennio. Per questo mi auguro che tutti i fratelli di
fede, nella docilità allo Spirito Santo, possano vedere nei miei passi di pellegrino sulla terra
percorsa da Cristo una « dossologia » per la salvezza che tutti abbiamo ricevuto, e sarei felice se
insieme potessimo radunarci nei luoghi della nostra origine comune, per testimoniare Cristo nostra
unità (cfr Ut unum sint, n. 23) e confermare il reciproco impegno verso il ristabilimento della piena
comunione.
12. Non mi resta dunque che invitare caldamente tutta la comunità cristiana a mettersi idealmente in
cammino per il pellegrinaggio giubilare. Esso potrà essere celebrato nelle molteplici forme che ho
indicato con la Bolla di indizione. Ma certo non pochi lo vivranno anche mettendosi concretamente
in viaggio verso quei luoghi che hanno avuto particolare rilievo nella storia della salvezza. Tutti
dovremo comunque compiere quel viaggio interiore che ha per scopo di staccarci da ciò che, in noi
e intorno a noi, è contrario alla legge di Dio, per metterci in grado di incontrare pienamente il
Cristo, confessando la nostra fede in Lui e ricevendo l'abbondanza della sua misericordia.
Nel Vangelo Gesù ci appare sempre in cammino. Sembra che Egli abbia fretta di muoversi da un
luogo all'altro per annunciare la vicinanza del Regno di Dio. Annuncia e chiama. Il suo « seguimi »
raccolse la pronta adesione degli Apostoli (cfr Mc 1, 16-20). Sentiamoci tutti raggiunti dalla sua
voce, dal suo invito, dal suo appello a una vita nuova.
Lo dico soprattutto ai giovani, davanti ai quali la vita si apre come un cammino ricco di sorprese e
di promesse.
Lo dico a tutti: mettiamoci sulle orme di Cristo!
Il viaggio che intendo fare nell'anno giubilare possa rappresentare il viaggio di tutta la Chiesa
desiderosa di essere sempre più pronta alla voce dello Spirito, per andare speditamente incontro a
Cristo, lo Sposo: « Lo Spirito e la Sposa gridano: “vieni” » (Ap 22, 17).
DAL VATICANO, IL 29 GIUGNO, SOLENNITÀ DEI SS. PIETRO E PAOLO,
DELL'ANNO 1999, VENTUNESIMO DI PONTIFICATO.
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