Page 20 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
volte, nel corso dei secoli, denunciando l'infedeltà del popolo all'alleanza, i profeti l'avrebbero vista
come una sorta di infedeltà « coniugale », un vero e proprio tradimento del popolo-sposa rispetto a
Dio, suo sposo (cfr Ger 2, 2; Ez 16, 1-43).
A conclusione del cammino dell'Esodo, si staglia un'altra altura, il monte Nebo, da cui Mosè poté
guardare la Terra promessa (cfr Dt 32, 49), senza la gioia di toccarla, ma con la certezza di averla
ormai raggiunta. Il suo sguardo dal Nebo è il simbolo stesso della speranza. Egli poteva da quel
monte constatare che Dio aveva mantenuto le sue promesse. Ancora una volta, però, doveva
abbandonarsi fiducioso all'onnipotenza divina per il definitivo compimento del preannunciato
disegno.
Probabilmente non mi sarà possibile, nel mio pellegrinaggio, toccare tutti questi luoghi. Ma vorrei
almeno, se al Signore piacerà, sostare ad Ur, luogo delle origini abramitiche, e fare poi tappa al
celebre Monastero di Santa Caterina, al Sinai, presso quel monte dell'Alleanza, che racchiude in
qualche modo tutto il mistero dell'Esodo, paradigma perenne del nuovo Esodo che troverà sul
Golgotha la sua realizzazione compiuta.
7. Se tanto ricchi di significato sono per noi questi e simili itinerari dell'Antico Testamento, è ovvio
che l'anno giubilare, memoria solenne dell'incarnazione del Verbo, ci invita a sostare soprattutto sui
luoghi in cui si svolse la vita di Gesù.
Vivissimo è il mio desiderio di recarmi innanzitutto a Nazaret, città legata al momento stesso
dell'Incarnazione e poi terra in cui Gesù crebbe « in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli
uomini » (Lc 2, 52). Qui risuonò per Maria il saluto dell'Angelo: « Rallegrati, o piena di grazia, il
Signore è con te! » (Lc 1, 28). Qui Ella disse il suo fiat all'annuncio che la chiamava ad essere
madre del Salvatore e, adombrata dallo Spirito Santo, a divenire grembo accogliente per il Figlio di
Dio.
E come non raggiungere poi Betlemme, dove Cristo venne alla luce e i pastori e i magi diedero voce
all'adorazione dell'intera umanità? A Betlemme risonò anche per la prima volta quell'augurio di
pace che, pronunciato dagli Angeli, avrebbe continuato ad echeggiare di generazione in generazione
fino ai giorni nostri.
Sosta particolarmente significativa sarà quella a Gerusalemme, luogo della morte in croce e della
resurrezione del Signore Gesù.
Certo, i luoghi che richiamano la vicenda terrena del Salvatore sono molto più numerosi e tanti sono
quelli che meriterebbero di essere visitati. Come dimenticare, ad esempio, il monte delle Beatitudini
o il monte della Trasfigurazione o Cesarea di Filippo, nella cui regione Gesù affidò a Pietro le
chiavi del Regno dei cieli, costituendolo fondamento della sua Chiesa (cfr Mt 16, 13-19)? Nella
Terra Santa, dal Nord al Sud, si può dire che tutto ricorda Cristo. Ma dovrò accontentarmi dei
luoghi più rappresentativi e Gerusalemme, in qualche modo, li riassume tutti. Qui, se a Dio piacerà,
intendo immergermi nella preghiera, portando nel cuore tutta la Chiesa. Qui contemplerò i luoghi in
cui Cristo ha dato la sua vita e l'ha poi ripresa nella risurrezione, facendoci dono del suo Spirito.
Qui vorrò gridare ancora una volta la grande e consolante certezza che « Dio ha tanto amato il
mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita
eterna » (Gv 3, 16).
8. Tra i luoghi gerosolimitani a cui è maggiormente legata la vicenda terrena di Cristo sarà
irrinunciabile la visita al Cenacolo, dove Gesù istituì l'Eucaristia, fonte e culmine della vita della
Chiesa. Qui, secondo la tradizione, erano riuniti gli Apostoli in preghiera con Maria, Madre di
Cristo, quando nel giorno di Pentecoste venne effuso lo Spirito Santo. Cominciò allora l'ultima
tappa del cammino della storia della salvezza, il tempo della Chiesa, corpo e sposa di Cristo, popolo
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