Page 21 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            pellegrinante  nel  tempo,  chiamato  ad  essere  segno  e  strumento  dell'intima  unione  con  Dio  e
            dell'unità di tutto il genere umano (cfr Lumen gentium, 1).
            La visita al Cenacolo vuole così essere un ritorno alle scaturigini stesse della Chiesa. Il successore
            di Pietro, che a Roma vive nel luogo dove il Principe degli Apostoli affrontò il martirio, non può
            non risalire costantemente al luogo da cui Pietro, il giorno di Pentecoste, cominciò a proclamare a
            voce spiegata, con la forza inebriante dello Spirito, la « buona notizia » che Gesù Cristo è il Signore
            (cfr At 2, 36).

            9. La visita ai Luoghi santi della vita terrena del Redentore introduce, per logica connessione, ai
            luoghi  che  furono  significativi  per  la  Chiesa  nascente  e  conobbero  lo  slancio  missionario  della
            prima comunità cristiana. Sarebbero tanti, se seguiamo il racconto di Luca negli Atti degli Apostoli.
            Ma  in  particolare  mi  piacerebbe  poter  sostare  in  meditazione  anche in  due  città  legate in  modo
            speciale  alla  vicenda  di  Paolo,  l'apostolo  delle  Genti.  Penso  innanzitutto  a  Damasco,  luogo  che
            evoca la sua conversione. Il futuro apostolo era infatti in cammino verso quella città in veste di
            persecutore, quando Cristo stesso attraversò la sua via: « Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? » (At
            9, 4). Lo zelo di Paolo, ormai conquistato da Cristo, di lì s'irradiò con una progressione inarrestabile
            fino  a  raggiungere  gran  parte  del  mondo  allora  conosciuto.  Tante  furono  le  città  da  lui
            evangelizzate. Sarebbe bello poter toccare in particolare Atene, nel cui Areopago egli pronunciò un
            mirabile discorso (cfr At 17, 22-31). Se si considera il ruolo avuto dalla Grecia nella formazione
            della cultura antica, si comprende come quel discorso di Paolo possa considerarsi in qualche modo
            il simbolo stesso dell'incontro del Vangelo con la cultura umana.

            10. Abbandonandomi totalmente a quanto disporrà la divina volontà, sarei lieto se questo disegno
            potesse  essere  realizzato  almeno  nei  suoi  punti  essenziali.  Si  tratta  di  un  pellegrinaggio
            esclusivamente  religioso,  sia  per  la  sua  natura  che  per  le  sue  finalità,  e  sarei  addolorato  se  si
            attribuissero  a  questo  mio  progetto  significati  diversi.  Fin  d'ora  anzi  lo  sto  compiendo  in  senso
            spirituale,  giacché  andare  anche  solo  col  pensiero  a  questi  luoghi  significa  in  qualche  modo
            rileggere il Vangelo stesso, significa ripercorrere le strade che la Rivelazione ha percorso.
            Recarci  in  spirito  di  preghiera  da  un  luogo  a  un  altro,  da  una  città  all'altra,  nello  spazio
            particolarmente segnato dall'intervento di Dio, ci aiuta non soltanto a vivere la nostra vita come un
            cammino, ma ci dà plasticamente l'idea di un Dio che ci ha anticipati e ci precede, che si è messo
            Egli stesso in cammino sulle strade dell'uomo, un Dio che non ci guarda dall'alto, ma si è fatto
            nostro compagno di viaggio.
            Il  pellegrinaggio  nei  Luoghi  santi  diventa  così  un'esperienza  straordinariamente  significativa,
            evocata  in  qualche  modo  da  ogni  altro  pellegrinaggio  giubilare.  La  Chiesa  infatti  non  può
            dimenticare le sue radici; ad esse anzi deve continuamente ritornare per tenersi totalmente fedele al
            disegno di Dio. Per questo nella Bolla Incarnationis mysterium ho scritto che il Giubileo, celebrato
            contemporaneamente in Terra Santa, a Roma e nelle Chiese locali del mondo intero, « avrà, per così
            dire, due centri: da una parte la Città, ove la Provvidenza ha voluto porre la sede del Successore di
            Pietro, e dall'altra la Terra Santa, nella quale il Figlio di Dio è nato come uomo prendendo la nostra
            carne da una Vergine di nome Maria » (n. 2).
            Questa attenzione alla Terra Santa, mentre esprime la doverosa memoria dei cristiani, vuole onorare
            il profondo rapporto che essi continuano ad avere con  il popolo ebraico, da cui Cristo proviene
            secondo la carne (cfr Rm 9, 5). Molto cammino in questi decenni è stato fatto, specialmente dopo il
            Concilio Vaticano II, per stabilire un dialogo fecondo con il popolo che Dio ha scelto come primo
            destinatario delle sue promesse e dell'Alleanza. Il Giubileo dovrà costituire una ulteriore occasione
            perché cresca la coscienza dei vincoli che ci uniscono, contribuendo ad estinguere definitivamente
            incomprensioni  che  purtroppo  hanno  tante  volte  nei  secoli  amaramente  segnato  i  rapporti  tra
            cristiani ed ebrei.




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