Page 19 - Gerusalemme
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che, al di là delle intenzioni, mal si conciliava con l'immagine del Crocifisso, gli animi dei cristiani
più consapevoli miravano solo ad incontrare su quella terra la memoria viva di Cristo. E la
Provvidenza volle che, accanto ai fratelli delle Chiese orientali, per la cristianità di occidente
fossero soprattutto i figli di Francesco d'Assisi, santo della povertà, della mitezza e della pace, a
interpretare in modo genuinamente evangelico il legittimo desiderio cristiano di custodire i luoghi
in cui affondano le nostre radici spirituali.
5. E con questo spirito che, a Dio piacendo, intendo ripercorrere, in occasione del Grande Giubileo
del 2000, le tracce della storia della salvezza nella terra in cui essa si è sviluppata.
Il punto di partenza saranno alcuni luoghi tipici dell'Antico Testamento. Desidero in questo modo
esprimere la coscienza che la Chiesa ha del suo legame inscindibile con l'antico popolo
dell'Alleanza. Abramo è anche per noi il « padre nella fede » per antonomasia (cfr Rm 4; Gal 3, 6-9;
Eb 11, 8-19). Nel Vangelo di Giovanni si legge la parola che Cristo pronunciò un giorno a proposito
di lui: « Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò » (8, 56).
Proprio ad Abramo è legata la prima tappa del viaggio che coltivo nel desiderio. Mi piacerebbe
infatti recarmi, se è volontà di Dio, ad Ur dei Caldei, l'attuale Tal al Muqayyar nel sud dell'Iraq,
città in cui, secondo il racconto biblico, Abramo udì la parola del Signore che lo strappava alla sua
terra, al suo popolo, in certo senso a se stesso, per farne lo strumento di un disegno di salvezza che
abbracciava il futuro popolo dell'alleanza ed anzi tutti i popoli del mondo: « Il Signore disse ad
Abram: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria, e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti
indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una
benedizione. In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” » (Gn 12, 13). Con queste parole
inizia il grande cammino del Popolo di Dio. Ad Abramo guardano non soltanto quanti vantano una
discendenza fisica da lui, ma anche quanti — e sono innumerevoli — si sentono sua discendenza «
spirituale », perché ne condividono la fede e l'abbandono senza riserve all'iniziativa salvifica
dell'Onnipotente.
6. Le vicende del popolo di Abramo si svilupparono per centinaia di anni, toccando molti luoghi del
vicino Oriente. Centrali restano gli eventi dell'Esodo, quando il popolo di Israele, dopo una dura
esperienza di schiavitù, s'avviò sotto la guida di Mosè verso la Terra della sua libertà. Tre momenti
scandiscono quel cammino, legati a luoghi montuosi carichi di mistero. Si staglia, innanzitutto,
nella fase preliminare, il monte Oreb, altra denominazione biblica del Sinai, dove Mosè ebbe la
rivelazione del nome di Dio, segno del suo mistero e della sua efficace presenza salvifica: « Io sono
colui che sono » (Es 3, 14). Anche a Mosè, non meno che ad Abramo, veniva chiesto di fidarsi del
disegno di Dio, e di mettersi a capo del suo popolo. Cominciava così la drammatica vicenda della
liberazione, che sarebbe restata nella memoria di Israele come esperienza basilare per la sua fede.
Lungo il cammino nel deserto, fu ancora il Sinai lo scenario in cui venne stipulata l'alleanza tra
Jahvè e il suo popolo. Questo monte resta così legato al dono del Decalogo, le dieci « parole » che
impegnavano Israele a una vita di piena adesione alla volontà di Dio. Queste « parole », in realtà,
esprimevano i contenuti fondamentali della legge morale di carattere universale scritta nel cuore di
ogni uomo, ma ad Israele venivano consegnate nel quadro di un patto reciproco di fedeltà, in cui il
popolo si impegnava ad amare Dio, ricordando le meraviglie da lui compiute nell'Esodo, e Dio
assicurava la sua benevolenza perenne: « Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese
d'Egitto, dalla condizione di schiavitù » (Es 20, 2). Iddio e il popolo si impegnavano
reciprocamente. Se nella visione del roveto ardente l'Oreb, il luogo del « nome » e del « progetto »
di Dio, era stato soprattutto il « monte della fede », ora per il popolo pellegrino nel deserto esso
diventava luogo dell'incontro e del patto reciproco, in certo senso il « monte dell'amore ». Quante
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