Page 47 - Doan
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guerra, a Garissa, a Gaza e tra i cartelli dei narcos
         in Messico; mi ha portato a incontrare criminali
         come El Viejo Paco... ma ha ragione: per il Messi-
         co dovrò essere prudente. Andare a inaugurare un
         memoriale per le vittime della violenza nel cuore
         del narcotraffico di Guerrero ha della pazzia.
            La ragazza mi abbraccia dolcemente e con-
         clude:
            “Te lo dico, ma sono sicura che non lo farai”.
            È tardi. Ci auguriamo la buona notte. Si gira e
         il bianco ed elegante Áo dài, scompare nel buio
         del corridoio. Rientro nella mia stanza, mi butto
         sul tavolaccio e sprofondo nel sonno.
            Mi sento scuotere con forza. Men mi è venuta
         a svegliare. È l’alba e questi pazzi di cinesini si
         svegliano alle 4.30. Faccio un sorriso che mi esce
         con terribile difficoltà perché svegliarmi alle 4.30
         mi fa girare le balle. Lei attende da vietnamita
         cocciuta che mi sia tirato su. Controllo le ossa
         doloranti per la notte, mi stiro, mi offre una taz-
         zina di te... e scopro il motivo della sua attesa:
            “Vieni Gigi, ti mostro dov’è il bagno, non
         vorrei che mio padre ti vedesse fare la pipì sul
         terrazzo. Sai è un vietcong e non la prenderebbe
         tanto bene”.

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