Page 52 - Doan
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“Don Gigi, non potrò mai dimenticare la da-
         ta del 17 marzo 1976. Eravamo appostati in un
         tunnel quando ci dissero di abbandonare la po-
         stazione per un imminente bombardamento. In
         quei momenti la paura vera della morte la senti
         vicina, la respiri e a ogni respiro tremi sempre
         di più. Era affannoso strisciare per il tunnel e
         precipitarsi all’uscita. Io ero il penultimo e die-
         tro di me c’era un compagno che faceva fatica
         a strisciare perché grasso e il tunnel in alcuni
         punti abbastanza stretto. Gli altri erano tutti fuori,
         gridavano di sbrigarci. Da una parte le loro urla
         che diventavano sempre più poche man mano
         si allontanavo dal tunnel e, invece, dall’altra par-
         te, le urla disperate dell’amico impigliato con il
         cinturone delle munizioni in una strettoia: quale
         voce ascoltare? Misi la testa fuori dal tunnel, ma
         poi... don Gigi, fu più forte di me! Non ascoltai
         più la voce dei compagni, ma solo la voce del
         povero disgraziato. Ritornai dentro, strisciai fino
         ad arrivare a lui. Il ciccione, poverino, era pieno
         di paura e non si coordinava bene. Lo calmai, gli
         diedi un sorso di acqua da bere, gli dissi:
            ‘Dai ce la faremo! Io non ti lascio... Calmati’.

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