Page 42 - Doan
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Avevo il terrore di dover nuovamente mangiare
il cane! Meno male si trattava di pesce e di ver-
dure bollite e ormai i bastoncini non sono più
un problema.
Conversiamo con Doan della strada percorsa
e dei poveri incontrati. E poi vado a dormire.
Sulla tavola di legno alta circa 40 cm da terra
è stesa una stuoia. Guardo il tavolaccio e mi
preparo all’ennesima guerra con la notte! È una
sfida: il letto ride e mi domanda:
“Riuscirai a dormire qui?”.
Tutte le notti qui in Vietnam è la stessa sfida,
ma con il passare dei giorni diventa più faci-
le dormire, non perché sia divenuto più como-
do, ma semplicemente perché sei letteralmente
ubriaco fradicio dal sonno al punto che, se di
notte devi fare pipì, ci pensi tre volte per non
inciampare nel buio e nel sonno. La prima im-
pressione per noi europei è folle! Ma il materasso
con questo caldo umido diventerebbe una tor-
tura. Ti sdrai sul tavolaccio, se tenti di girarti su
un fianco vai in paranoia: l’anca ti dà un fastidio
incredibile, non esistono cuscini e quindi anche
la testa devi sdraiarla in modo corretto. Per i
primi minuti sembra una tortura. Passi il primo
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