Page 51 - Doan
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Così facendo mi mostra la sua grande foto-
grafia appesa al muro. Mi rendo conto che, pur
passati tre anni, la ferita è ancora aperta. La no-
stalgia di Santina mi riaffiora nel cuore e vedo
Van, Men e Dat con gli occhi rossi di lacrime.
Mi fermo, bevo un goccio di tè e respiro pro-
fondamente a occhi chiusi, inalando il profumo
dei campi e della natura ma, soprattutto, la fede
che trasuda in quella casa: una devozione forte,
asciutta e in alcuni aspetti anche severa, ma con
una forte dolcezza nel cuore. Lascio nel silen-
zio il tempo di decantare la loro emozione, di
inghiottire saliva, di sciogliere il nodo alla gola
che tutti ci ha preso.
“Doan, raccontami il momento più forte, il
giorno che non dimentichi della guerra per libe-
rare il Vietnam dalla occupazione americana... Te
ne ricordi uno? Una data speciale? Importante?”.
Gli occhi dell’uomo si accendono come quelli
della figlia che lo ascolta e deve tradurre. I loro
occhi mostrano la forte intesa. L’uomo non ha
dubbi. Sono quelle date così piene di energia,
di mistero e anche paura che non dimentichi fi-
no all’ultimo giorno della vita. L’uomo recupera
l’energia del tempo passato e mi dice:
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