Page 66 - Diana
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“Don Gigi, questa medaglietta, questa cate-
nina ti proteggerà dai fantasmi, ti proteggerà dal
demonio, ora tienila, te la regalo. Porta sempre con
te la mia storia e ricordati di questa sera per es-
sere un buon prete. Mischiati e sporcati sempre
con chi soffre, come hai fatto con me. Sono fiera di
te, di queste pagine fitte d’appunti che hai scritto
come un folle. Mentre scrivevi leggevo tutta la tua
passione. Sarà dura, ma più sarai umile e più mi
capirai e capirai Hana e Sami e domani capirai
Mosul! Stai attento mi raccomando”.
Diana mi dà un bacio sulla fronte. Lo zio mi ab-
braccia. Dobbiamo ritornare perché ormai è tardi.
Vorrei rimanere, vorrei dormire lì nel paradiso di
Diana, sotto il robusto tetto della loro fede, ma
domani alle 6 parto per Mosul… e non è il caso
di girare per strada da solo in questa terra che
nasconde i tagliagole islamisti.
Respiro forte il fumo del narghilè. Il padrone
della bettola dice che il generatore è agli sgoccio-
li e che spengono tutto. Devo dormire, ma prima
voglio inviare a te, lontano da questa terra, queste
righe. Ho vagato in questi giorni per queste pietra-
ie roventi, con un sole implacabile alla ricerca di un
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