Page 67 - Diana
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pozzo. Solo in questa calda e meravigliosa notte
         in cui migliaia di stelle mi piovono addosso da un
         cielo pieno di milioni di stelle come qui all’inferno si
         vedono, capisco che il pozzo di acqua non è quello
         inaugurato ieri a Mangesh, ma che il pozzo di ac-
         qua viva e fresca è lei, la mia Diana, la ragazzina
         di soli diciotto anni dai lunghi meravigliosi capelli.
            Lei, con la sua fede nascosta in una medaglietta
         della Madonna, è un gigante. Domani, con timore,
         entrerò a Mosul. Vedrò i luoghi che avevo visitato
         durante la guerra nel 2017 poi, a Dio piacendo, tor-
         nerò in Italia con un’unica forte convinzione: Gesù
         è risorto e mi è apparso. Oggi l’ho visto non in una
         sbiadita immaginetta devozionale, ma nei colori
         forti e appassionati di una vita che sta sbocciando
         e che è la piccola Diana. Gesù è risorto altrimenti
         questa ragazza non sarebbe così. Lei mi ha stre-
         gato il cuore e spero di poter portare lei e questo
         incontro nella mia scrivania, a Roma, per far meglio
         il mio dovere, per vivere con passione la vita con il
         pieno entusiasmo della gente che qui ho incontrato.
            Forse questo scritto ti avrà traumatizzato.
         Penserai che sono squilibrato, che ho bevuto o
         fumato roba. Sì, è vero, ho fumato roba forte che
         si chiama fede!

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