Page 47 - Diana
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Scrivo in un caldo insopportabile e la stan-
         chezza inizia a farsi sentire… ma è meglio essere
         stanchi che depressi! Qui c’è molta stanchezza ma
         non conosco depressione.
            Mi avvicino al motore della pompa, schiaccio
         un pulsante blu, poi uno rosso e il motore, con
         un rumore assordante, parte. La pompa inizia a
         succhiare acqua da circa 165 metri di profondità.
         Premo un ultimo pulsante e l’acqua esce copiosa
         dal pozzo. È una meraviglia. Mi commuovo più per
         queste semplici e rozze immagini che per tutto il
         resto! Tocco il motore caldo della pompa dell’ac-
         qua. Scotta. Mi abbasso e metto le mani nell’acqua
         che sgorga con un getto grosso e forte. Mi lavo le
         mani, benedico il flusso di acqua e con un po’d’ac-
         qua benedico il pozzo e la gente che è presente.
         Fa caldo. Prendo a piene mani l’acqua e inizio a
         buttarmela sulla testa, a lavarmi il capo nel caldo
         torrido. Mi commuovo profondamente e con le ma-
         ni asciugo gli occhi già bagnati dall’acqua, questi
         occhi rossi per il deserto di ieri, questi occhi che,
         con ostinatezza, cercano con tanta fatica l’alba
         nell’imbrunire.
            Il viaggio in Iraq non è semplice e non abbia-
         mo molte possibilità. Questa situazione crea molti

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