Page 50 - Amina
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“Gigi, questo è un problema nostro! Mio e
               di mia figlia: e ti diciamo che noi siamo fieri e
               orgogliosi di essere vicini a te in questa visita.
               Se ci fermassero? Non ti preoccupare sapremo
               ben difenderci!”.
                  Questo fatto mi rassicura molto.


                  Sorseggio volentieri il bollente tè alla menta
               che contrasta con il freddo del giorno di San Sil-
               vestro. I tre uomini mi guardano. Ibrahim inizia
               a parlare:
                  “Volevi degli esempi concreti della nostra
               disperazione? Te ne possiamo raccontare mille.
               Ne scelgo solo uno che riguarda un adolescente
               ucciso lo scorso 21 maggio”.
                  Così dicendo Ibrahim si alza, si porta al da-
               vanzale e mi fa segno di seguirlo. Mi trovo tra
               lui e il pollaio. Con la mano mi mostra una casa
               bassa davanti a noi.
                  “La famiglia di cui ti voglio parlare abitava
               qui fino allo scorso novembre poi, non potendo
               più pagare l’affitto di quel misero appartamento,
               hanno dovuto lasciare. Non so dove abitino ora
               a Gaza, ma di sicuro non hanno lasciato la Stri-
               scia. Il ragazzo aveva solo 14 anni e si chiamava


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