Page 45 - Amina
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pezzo di stoffa molto più ampio del primo che
               Amina lega dietro la nuca e poi lascia cadere
               morbido lungo le orecchie. Terminata questa la-
               boriosa operazione ci mettiamo seduti sul lercio
               materassino marrone: i due bambini in centro, io
               alla loro sinistra e Amina alla loro destra in modo
               che noi due si rimanga ben distanti. Scattiamo
               alcune foto. Sono un po’ imbarazzato. Non ho
               mai scattato foto con una donna velata!
                  A questo punto Amina capisce la mia si-
               tuazione di imbarazzo e fa un gesto bellissimo
               quando coraggioso. Mi guarda, tutta velata, e
               lentamente alza la mano e me la porge. Stringo
               la sua mano. Kasim mostra un volto arrabbiato.
               La donna non se ne cura e con un tono di voce
               secco che non ammette risposta:
                  “Scatta la foto: mano nella mano! Abuna, ti
               lascio questo ricordo, per dirti quanto ti apprez-
               zo e per dirti che oggi hai fatto una grande cosa
               per me. Che Allah ti benedica!”.
                  Stacca la mano, si toglie il niqab e ci accom-
               pagna alla porta. Nella mano sinistra stringo forte
               una siringa di platica consunta, reliquia di una
               sofferenza che non avrei mai immaginato. Salia-
               mo in macchina. Kasim è in silenzio.


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